EXTEMPORARY

Duty Gorn
Dal 10 maggio al 10 settembre 2012
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Una rivisitazione diacronica dell'esperienza Pop: parte dall'anonimato del ritratto iconico alla Warhol, fatto di sensuali figure femminili stilizzate in campiture larghe e dense di colore per fare incontrare il pittorico con la parola, come nelle inserzioni scritte alla Jasper Johns, per invadere lo spazio della tela con rivisitazioni segniche odierne o sintesi simboliche di significato evocativo.

Ecco come si sviluppa lo spessore di ricerca, mentre alla complessità della sovrapposizione visiva corrisponde un intensificarsi dell'indagine intellettuale. Così prendono forma le citazioni, quelle mediatiche, tratte da film e personaggi celebri, che sono la faccia più nota della nostra realtà culturale, fino a quelle più significative della grande letteratura dell'Ottocento e del Novecento.

NOTA BIOGRAFICA

DutyGorn è un giovane artista che si esprime attraverso un messaggio pittorico ibrido, composto di più gesti, segnici ed espressivi, che si formano in origine grazie a sensazioni raccolte dalla strada.

Non è un caso che i suoi inizi siano da writer (1994 - 1995).

Le prime opere, realizzate verso la fine degli anni novanta, sono lettering, scritte graficamente ricercate caratterizzate da un taglio stilistico personalizzato, dettato dalle sole regole della strada che si tramandano quasi come atavica tradizione orale.

Dal 2000, inizia a lavorare su pannelli di compensato e tele, dove con spray, pennello e acrilico, inizia a focalizzare l'attenzione verso nuovi particolari, questa volta dettagli anatomici di volti femminili, nettamente stagliati sul supporto, quasi sempre pulito, bianco.

"Lavorare sul tratto è l'unico modo per riempire il ritratto di anima e spessore soggettivo". Si tratta di contaminazioni tra linguaggio e comportamento che si fondono in un'architettura visiva ove immagine, parola ed evocazione storica collettiva - seppure intima e introspettiva - si offrono simbiotiche allo sguardo, per giungere, alla creazione di veri e propri polittici di piani scomposti e compenetranti (2004 - 2011). Una rivisitazione diacronica dell'esperienza Pop.

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