La Collezione dei dipinti, dei disegni e delle stampe

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La Collezione dei dipinti, dei disegni e delle stampe

di Andrea B. Del Guercio

"La presunzione del sapere è la fine, la morte del sapere, specialmente quando si tratta d'arte contemporanea. La qualità dell'arte è sempre un fenomeno emotivo, è un atto d'amore, la felicità di vedere e possedere arte è questo rapporto d'amore."

Giuseppe Panza "Ricordi di un collezionista"

Jaca Book - 2006

L'obiettivo di questa pubblicazione è quello di raccogliere in un unico strumento il sistema di immagini attraverso le quali si è configurata non una mostra, ma una collezione d'arte. Sebbene l'attenzione dei media al sistema dell'arte contemporanea sia, in questi anni, significativamente cresciuta, diventando patrimonio collettivo ed evento di costume, forma di comunicazione e fatto di affermazione, sfugge la collocazione dell'opera d'arte nel contesto specifico e organico della collezione. Sfugge il processo di interferenze e di contaminazioni che definisce il contesto ampio e articolato, tematico o linguistico-formale di una realtà culturale. Ogni opera d'arte non è il frutto di un evento singolo e casuale, ma si configura nella forma di un prodotto-manufatto in cui hanno portato il loro contributo una serie di fattori diversi, appartenenti ad aree del pensiero e dell'esperienza indipendenti, ma anche soluzioni che rispondono a emozioni e stati di sensibilità comuni tra gli artisti.

Alla lunga stagione antica dell'arte e alla sua articolazione per aree geografico-culturali autonome caratterizzate da forme di diversità, si è passati, sin dalla stagione delle Avanguardie Storiche, al dato diffuso di globalizzazione dei sistemi linguistici. La cultura delle 'scuole' pittoriche, la loro frammentazione per territori, le loro relazioni distanti per appartenenza a una diversa geografia politica, è venuta meno già nella stagione moderna. Un percorso e un processo riscontrabile di fronte all'evoluzione subita dal concetto di 'realismo' tra epoche lontane tra loro e con diversa valenza problematica e competenza tematica. Un processo in relazione al quale si è giunti all'affermazione, nel XX secolo, di movimenti, tendenze e gruppi di artisti, coordinatisi in base a forme di comunicazione, soluzioni tecniche e aree problematiche, trasversali e interdisciplinari.

Lungo il processo di annullamento delle indipendenze geografico-culturali che caratterizzarono l'aggregazione delle grandi collezioni europee e che hanno dato vita al patrimonio stabile degli attuali musei, anche la filosofia, che si pone alla base di una raccolta d'arte contemporanea, ha maturato un diverso assetto nella definizione del suo patrimonio espressivo.

Non è questa la sede editoriale in cui ripercorrere la storia recente, intesa come percorso articolatosi sistematicamente e rinnovatosi con evidenti scatti di trasformazione nella definizione di una collezione, ma segnalare come il principio di un'azione caleidoscopica della raccolta di opere d'arte risulti l'asse portante della situazione attuale. Nel panorama espositivo pubblico-privato odierno si avverte la scomparsa di quei movimenti e gruppi di artisti nelle forme strategico-critiche degli anni '70-'90, mentre si è totalmente consolidata un'attenzione alla cultura dell'arte strettamente monografica: la cultura del mercato dell'arte; principio sul quale sia la critica sia il collezionismo si sono saldati in un'unica realtà di giudizio, con l'obiettivo di confermare una condizione di corporate identity orientata all'indipendenza, alla qualità specifica, ai valori autonomi predisposti dal singolo autore e rappresentati dalla specificità, intesa come riconoscibilità accertata, direi anche eccezionalità dell'opera. Le più recenti strategie espositive del collezionismo internazionale e la politica delle Fondazioni, rinnovatesi sulla cultura del contemporaneo, operano scelte caratterizzate dall'autonomia e dall'indipendenza delle caratterizzazioni formali, dei sistemi linguistici e delle tecniche per lavorare sul tasso di 'rottura', in relazione al massimo tasso di percezione, del singolo autore e della sua opera.

Sulla base di questo indirizzo, e avendo condiviso negli ultimi venti anni un sistema critico rivolto in forma caleidoscopica alla cultura dell'arte, si posiziona anche questa iniziativa, frutto di un lavoro di osservazione critica che ha preso in esame autori appartenenti a una fascia generazionale che si articola su un decennio e che si raccoglie all'interno della cultura e della ricerca di un grande laboratorio quale è l'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Dietro ogni opera di questa collezione si deve cercare il lento lavoro e il processo critico condotto sulle singole competenze e specifiche qualità dell'artista e delle sue opere. Si tratta di un processo di confronto e di sostegno intellettuale teso all'individuazione, alla messa a fuoco di quelle componenti linguistiche in grado di dare migliore trascrizione visiva al 'pensiero' dell'arte. Un processo di verifica che, nel caso di questa collezione, vede la presenza di autori diversi per età e esperienza, attestato da curricula e forme di verifica espositiva.

Rilanciando il valore "antico" della collezione, di un processo organico ed esperienziale di "accumulo", ancora una volta e, forse, con ulteriore determinazione, io stesso ho provato a forzare l'organizzazione di una strategia espositiva che metta in evidenza il concetto di "autenticità", nel significato forse più vero dell'originalità e della sperimentazione. L'obiettivo è quello di consegnare questo "sistema rischioso" di scelta e di selezione delle opere a una condizione inedita del collezionismo, alla sua stessa volontà di sperimentazione, alla disponibilità disarmata della sensibilità.

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