Banca Sistema intervista Sofia Cacciapaglia

1 ottobre 2013

Da dove nasce, nel tuo percorso artistico, una passione così forte per la pittura, tanto da scegliere già in gioventù di farne una professione?

La passione per la pittura nasce dall'esigenza di esprimere il mio mondo interiore attraverso un mezzo, la pittura, che mi porta a dare attenzione a tutte quelle piccole cose che abitano tra il "visibile" e l'"invisibile", che mi fa vivere con un occhio rivolto sempre al momento presente e ad osservare, dentro e fuori di me, con uno sguardo il più possibile contemplativo.

Da qui nasce il mio lavoro: i colori, il silenzi nello studio, la trama della tela, il tempo che si dilata, le crepe dei muri, gli angoli di una stanza... sono tutte queste piccole cose, questi "percorsi del pensiero", che generano l'azione della creazione pittorica, altrimenti per me non possibile.

Come definiresti lo stile dei tuoi lavori? Dove trovi ispirazione per le tue opere?

Il mio lavoro è la ricerca di una pittura dall'atmosfera "incantata", che sento intimamente molto simile a me. Le forme sono imponenti ma nello stesso tempo leggere e abitano uno spazio "irreale", fuori dal tempo. La sospensione è per me il modo di leggere il "contemporaneo", il tempo in cui viviamo, in cui ci sono sempre meno ideologie e punti di riferimento fissi e dove infiniti e diversi mondi convivono. La pittura come ricerca di un'identità che ci sfugge e muta continuamente.

Sento poi il mio lavoro profondamente "italico" nella ricerca delle forme classiche e nella convivenza continua di gioia e malinconia. L'Ispirazione viene da tutte le cose "belle" che mi porto dentro, per cui ho sviluppato una "dipendenza". Solo per citarne alcune: le statue dell'antica Grecia, il mare della Sicilia, le nuvole, le mani, il bianco della meringa, l'opera di Balthus, i colori silenziosi di Giorgio Morandi, la luce nei corridoi deserti dell' Accademia di Brera, le figure di Delvoux... Ma ho sicuramente anche un forte amore per alcuni artisti italiani come Gnoli, Paladino, Pascali, Schifano, Morandi, Casorati.

Quali sono gli elementi più significativi delle opere scelte per la mostra con Banca Sistema?

Le opere scelte per la mostra racchiudono parte del il mio lavoro fatto dal 2008 ad oggi. La mostra può essere letta come un percorso che arriva ad un nuovo punto di partenza, l'"ora". Le opere scelte hanno in comune la ricerca di una "centralità" di un'"emozione", data dalle forme morbide, classiche, essenziali e rassicuranti che avvolgono l'osservatore in una forza rilassata, un intervallo di sicurezza nell'inquietudine del vivere.

È difficile, in una società apparentemente attenta solo agli aspetti economici come quella in cui viviamo, essere una pittrice?

Mi sembra che si manifesti sempre più la volontà, da parte di grandi realtà economiche o finanziarie, come banche, fondazioni o importanti case di moda, la voglia di indagare l'universo artistico e creativo e di collaborare con esso: si cercano diversi modi per far convivere l'economia con l'arte, aiutando gli artisti attraverso eventi, premi e residenze di ogni tipo. Mi sembra una cosa molto positiva di questo periodo storico.

Progetti futuri?

Portare il mio lavoro sempre più ad aprirsi al "mondo" e a comunicare in modo significativo con ambienti e realtà differenti.