Banca Sistema intervista Linda Carrara

18 ottobre 2013

Sei tra i finalisti del Premio Cairo 2013. Quale pensi sia la caratteristica del tuo lavoro maggiormente apprezzata?

Sinceramente non ne ho idea e credo non stia a me poter dire cosa gli altri apprezzano del mio lavoro. Quello che posso dire è che la piena onestà di ciò che faccio è probabilmente strettamente legata alla sincerità con cui le persone si immergono in esso. Mi è anche stato detto che il silenzio è la cosa che più attrae delle mie opere.

Da dove nasce la tua passione per la pittura? Chi o cosa ha maggiormente influenzato la scelta di fare dell'arte la tua professione?

Non ricordo il nome della mia maestra elementare ma ricordo che una volta mi ha fatto fare il giro della scuola per mostrare a tutti un mio disegno. Io non ne capivo l'utilità ma questo fatto sicuramente ha incentivato la mia passione. Poi è stato determinante l'incontro con Vincenzo Ferrari all'Accademia: mi ha aiutato a capire quanto ci tenessi a dedicare la mia vita alla sua stessa indagine nel modo e con i mezzi a me più vicini.

Recentemente hai detto di aver attraversato, nel tuo lavoro, tre fasi, ovvero tre cicli pittorici. Ci racconti brevemente questo percorso?

Purtroppo non mi è possibile dare una spiegazione del mio lavoro che, essendo un linguaggio visivo, usa termini e vocaboli tutti suoi che devono riuscire a comunicare o a spiegarsi in sé stessi, senza essere tradotti in linguaggio verbale.. altrimenti avrei fallito in partenza. Per cicli intendo dei periodi durante i quali prendono importanza determinati aspetti piuttosto che altri, anche se poi tendenzialmente tutto il lavoro passato entra a far parte del lavoro futuro. La cosa più importante è lo "smottamento" che c'è tra un periodo e l'altro, l'insicurezza, la paura e il "non sapere" che aleggia in quel lasso di tempo; è in quel terremoto che si svolge tutto ciò che diviene poi fondamentale al lavoro, non nel ciclo fine a se stesso.

Mostre in corso e progetti per il futuro?

Il 13 ottobre è stata inaugurata la mostra "Last Young. Under 35 in Italia" a cura di Arianna Baldoni, Rossella Farinotti e Lorenzo Respi presso Villa Brivio, in collaborazione con la Libera Accademia di Pittura Vittorio Viviani/Associazione culturale Nova Milanese, l'Associazione Bice Bugatti Club e il Comune di Nova Milanese. Dal 16 ottobre fino al 23 dicembre espongo in "Spirito Italiano", a cura di Annalisa Bergo, presso Fabbrica Borroni di Bollate. Il 24 ottobre poi si tiene il sopracitato Premio Cairo a cura di Luca Beatrice nel museo della Permanente a Milano. Dopo, finalmente, potrò dedicarmi al lavoro senza nessun altro impegno se non col mio studio sino alla prossima primavera, durante la quale vorrei tornare a Bruxelles.