Banca Sistema intervista Debora Fella

21 ottobre 2013

Pur essendo molto giovane hai già affrontato un percorso artistico intenso e complesso. Ci parli della tua formazione e storia come artista?

Il mio percorso artistico è iniziato al Liceo Artistico Umberto Boccioni di Milano. Posso ritenermi fortunata perché sin da bambina ho dimostrato una spiccata sensibilità per il disegno e tutte le attività creative e questo ha reso più facile capire quale strada intraprendere nella vita. Naturalmente le soli qualità manuali non bastano a creare un artista, ci vuole disciplina, studio, impegno, rigore, sacrificio e una buona dose di fiducia perché il percorso artistico è una strada accidentata e quasi mai in discesa. Quello che a mio parere è più difficile, ma anche il bello di questo lavoro, è il fatto di mettersi in gioco, sempre, in prima persona, con i propri sentimenti, il proprio immaginario, la propria interiorità, perché inevitabilmente ogni mio dipinto parla di me. L'importanza, il valore e il significato della propria ricerca matura negli anni e così, dopo il liceo, mi sono iscritta all'Accademia di Belle Arti di Brera che da miraggio è diventata una splendida realtà: un luogo fertile di idee, progetti, incontri… Posso dire anche in questo caso di essere stata molto fortunata: ho conosciuto professori che sono diventati un riferimento importante nello sviluppo del mio lavoro artistico. Oggi frequento il secondo anno del biennio specialistico di Pittura e, nonostante siano passati quattro anni, l'entusiasmo che mi accompagna tutti i giorni a Brera è lo stesso o ancora più forte di prima.

Conti anche numerose esposizioni e hai già ottenuto diversi riconoscimenti?

Effettivamente posso dire con un pizzico di orgoglio di aver partecipato a numerose esposizioni. Da quando sono nell'ambiente accademico le possibilità che ci vengono offerte sono tante. Tra i riconoscimenti, in ordine cronologico, va menzionata innanzitutto la segnalazione della giuria al Concorso di Pittura Premio Brera dal tema "Milano Città d'Acqua", organizzato dal Lions Club Milano-Brera con il patrocinio della Provincia di Milano e del Comune di Milano. In seguito il Primo Premio Nazionale Maimeri per la Pittura dal tema "Il colore nell'era della visione digitale", segnalandomi tra i dodici vincitori ex-aequo, presso la Fondazione Maimeri a Milano. Poi il Primo Premio Raffaele de Grada svoltosi nell'Aula Magna dell'Istituto Cattaneo a Milano e recentemente il Primo Premio della Fondazione Paolina Brugnatelli nella sezione Pittura.

Qual è, secondo te, il tratto distintivo del tuo lavoro che maggiormente interessa e piace?

Il mio lavoro si articola su un continuo dialogo tra l'esterno e l'interno dove l'immagine pittorica assume una forma visibile ma allo stesso tempo indefinibile completamente e credo che il centro di questa ricerca si trovi in questo equilibrio tra la figura e la sua dissoluzione; si tratta di uno studio sul colore (o non-colore) fondato su una gamma cromatica di bianchi, neri e grigi, nel rapporto tra la materia e lo spazio, un lavoro basato su velature che creano luci e ombre in grado di formare un'immagine dall'interno della pittura e della mia interiorità. Il rapporto tra la materia e lo spazio, l'ombra e la luce è da rinnovarsi continuamente in una infinita ricerca, dopotutto basta un segno per dare un senso nuovo al lavoro.

E' difficile oggi essere un'artista?

Certamente non è facile, molte gallerie stanno chiudendo e soprattutto nella nostra condizione politica ed economica la situazione artistica non gode del massimo favore. Le persone sono evidentemente meno stimolate e interessate al mondo dell'arte ma questo non mi scoraggia, credo che la storia segua un andamento ciclico e sono convinta che tornerà a ridestare gli animi delle persone senza dover necessariamente puntare sull'effetto e l'artificio come molta arte contemporanea. Ciò che ha valore ed è autentico va avanti, ne sono certa.

Progetti futuri?

Se dovessi esprimere oggi un mio profondo desiderio, questo sarebbe sicuramente poter insegnare un giorno all'Accademia di Brera, Pittura o Anatomia, e allo stesso tempo continuare il mio lavoro artistico: so che non sarà semplice ma mi auguro, dopo una dovuta gavetta, di poterlo fare. Come mi ripeto sempre: "non ci sono alternative!".