Banca Sistema intervista Julian T

novembre 2015

Forma e contenuto, intenzione e materia nelle tue opere si legano in un voluto ma anche imprevedibile connubio: nel tuo lavoro quanto conta la preparazione e quanto la "sorpresa" generata dal gesto dell'impatto?

La mia ricerca artistica riflette profondamente la mia vita, la mia personalità e, ancor più, la mia anima. Come nella mia vita quotidiana, così nella mia arte l'aspetto del controllo e della pianificazione sono due elementi fondamentali. L'Impact è una traccia, il segno di tutto ciò che precede il gesto, che è la materializzazione del pensiero e della preparazione. Ogni mia azione è frutto di una attenta pianificazione e studio dei materiali, una fase dominata dal senso di profondo controllo e cura dei dettagli e particolari, poi però controbilanciata dal momento più delicato di tutta la ricerca: l'impatto, l'istante in cui lancio la boccia di vetro carica di colore sulla superficie da impattare. Questa frazione di secondo è il momento catartico, l'attimo in cui perdo il controllo sulla mia arte, dove la casualità entra in gioco. Per quanto io possa essere attento ad ogni aspetto, infatti, una macchia non sarà mai uguale ad un'altra, ed è proprio in questa casualità, in questo "lasciar andare" che nasce la forza espressiva dell'Impact.

Le persone che entrano nel mio laboratorio spesso rimangono sorprese dall'ordine e dalla pulizia dello spazio; per me è importante che il luogo di lavoro abbia queste caratteristiche, permettendomi di avere la tranquillità necessaria per operare: uno spazio di "pulizia interiore ed esteriore" affinché poi possa esplodere tutta la potenza dell'Impact, la forza espressiva ed irrompente dell'arte. Il vero cuore del mio laboratorio infatti è l'Impact Box, uno spazio nel quale le tracce delle forze degli impatti ricoprono ogni millimetro, dove si respira le tensione della forza di ogni lancio. Un po' come accade nell'arte orientale, zen: la meditazione e il vuoto sono essenziali per far nascere la creazione.

Il tuo percorso stilistico è frutto di scelte molto coerenti: da dove nasce e dove si alimenta la tua passione per l'impatto come strumento comunicativo?

La mia ricerca artistica da sempre si lega alla contemporaneità. Questa società con le sue caratteristiche, senza entrare nel merito del giudizio, ha sempre più sviluppato tecniche volte alla potenza dell'impatto, basti pensare alla pubblicità e alla fotografia. Fin da quanto ero piccolo questo aspetto mi ha affascinato e ho deciso di appropriarmene per trasformalo in un linguaggio espressivo. La differenza tra la mia arte e i mezzi di impatto pubblicitari però è la finalità. Mentre la società usa questi linguaggi per persuadere le persone, io utilizzo questi strumenti per emozionare. L'impatto attraverso il linguaggio artistico viene sublimato, alchemicamente parlando, in una forza che emoziona e colpisce chi osserva le mie opere.

Quale corrente artistica del passato e quale artista contemporaneo ti ispirano maggiormente? A chi ti senti stilisticamente vicino?

Sicuramente la mia ricerca artistica ha un riferimento in quel delicato periodo, subito dopo la seconda guerra mondiale, in cui gli artisti guardarono nuovamente all'espressività legandola all'astrazione, come ad esempio le ricerche di Franz Kline, Pollock o il gruppo Gutai. Se ci spingiamo oltre, sicuramente apprezzo le ricerche di tutti quegli artisti che lavorano sulla forza espressiva e d'impatto come ad esempio Maurizio Cattelan.

Sei molto giovane ma puoi già contare su diverse e numerose occasioni di visibilità. Puoi anticiparci qualcosa sui tuoi progetti per il futuro?

In questo momento le mie attenzioni si stanno concentrando sull'aspetto performativo dell'Impact, riprendendo ciò che già avevo sperimentato nel 2007 a Venezia. La performance è un aspetto fondamentale perché riesce a mostrare il lato magico e più d'impatto della mia creazione artistica, legandosi a un momento preciso, a un luogo e alle persone che sono presenti. Un'altra ricerca che vorrei affrontare è il legame dell'Impact con la ceramica, tecnica che da sempre caratterizza la storia della mia città natale e con la quale grandissimi artisti si sono confrontati come Fontana e Jorn.